CAMPAGNA CIVICA PER LA TRASPARENZA IN RAI

Il giornalista Sigfrido va tutelato non deferito

La delegittimazione di un giornalista non è mai un atto neutro.

Quando un professionista dell’informazione viene esposto a campagne ostili, attacchi mediatici o narrazioni distorte, il problema non riguarda solo la sua persona: riguarda la qualità della democrazia, la trasparenza del dibattito pubblico e la libertà di stampa.

Questa campagna chiede al Presidente Mattarella e alla Commissione di Vigilanza di fermare qualsiasi tentativo di estromettere Ranucci da Report, perché violerebbe l’art. 21 della Costituzione e i principi di indipendenza del servizio pubblico.

Difendere un giornalista sotto scorta significa impedire che pressioni politiche compromettano la libertà di informazione.

Unisciti a noi! Puoi copiare ed incollare i testi che abbiamo redatto.

Scrivi al Presidente della Repubblica: https://servizi.quirinale.it/webmail/

Alla cortese attenzione del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella
Signor Presidente,
Le scrivo per esprimere profonda preoccupazione riguardo alla possibile sospensione di Sigfrido Ranucci dalla guida di Report, una decisione che rischia di rappresentare un grave precedente per la libertà di stampa nel nostro Paese.
Ranucci è riconosciuto come uno dei più autorevoli giornalisti investigativi italiani.

Le sue inchieste hanno contribuito in modo determinante alla funzione di servizio pubblico della Rai: dalla ricostruzione della strage di Falluja, al lavoro sul crack Parmalat con il ritrovamento della pinacoteca di Tanzi, fino alle più recenti indagini sul cantiere Vittoria, dove sono state rinvenute due mitragliatrici militari presumibilmente destinate al mercato nero.

Si tratta di contributi che hanno segnato la storia del giornalismo d’inchiesta e che hanno permesso ai cittadini di conoscere fatti altrimenti destinati a rimanere nell’ombra.
Le motivazioni addotte da alcuni esponenti politici, tra cui il Vicepremier Matteo Salvini, appaiono non solo infondate, ma anche pericolosamente orientate a delegittimare un giornalista che, nella vicenda dell’attentato, risulta essere la parte realmente lesa.

La pressione esercitata per una sua sospensione configura un’ingerenza politica inaccettabile nel lavoro giornalistico e nella gestione editoriale del servizio pubblico.
Tale ingerenza, oltre a minare la credibilità della Rai, viola principi fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione e dal diritto internazionale.

In particolare:
Articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di manifestazione del pensiero e, con essa, la libertà di stampa.
Articoli 10 e 11 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, che garantiscono la libertà di espressione e il diritto all’informazione senza interferenze da parte dei poteri pubblici.
Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che sancisce il diritto di cercare, ricevere e diffondere informazioni attraverso ogni mezzo.
A ciò si aggiunge il fatto che l’eventuale sospensione di Ranucci sarebbe in palese contrasto con il nuovo Regolamento Europeo EMFA (European Media Freedom Act), che mira proprio a proteggere l’indipendenza dei media da pressioni politiche e a garantire la sicurezza dei giornalisti.
Per queste ragioni, Signor Presidente, Le chiedo di voler esercitare il Suo ruolo di garante della Costituzione e di vigilare affinché la libertà di stampa, pilastro della nostra democrazia, non venga compromessa.

Chiedo la tutela di Sigfrido Ranucci, del suo lavoro e dell’intero team di Report, affinché possano continuare a svolgere il loro compito con indipendenza, rigore e trasparenza, come hanno sempre fatto.
Confidando nella Sua sensibilità istituzionale e nel Suo impegno costante per la difesa dei valori democratici,

Le porgo i miei più distinti saluti.

Nome e Cognome

Scrivi alla Commissione di Vigilanza Rai: com_rai@camera.it

Alla cortese attenzione della Commissione Parlamentare per l’Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi
Onorevoli Membri della Commissione,
Con la presente desidero esprimere una forte preoccupazione per la possibile sospensione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report, un provvedimento che, se attuato, comprometterebbe gravemente l’indipendenza editoriale del servizio pubblico radiotelevisivo.
Sigfrido Ranucci è una delle figure più autorevoli del giornalismo investigativo italiano.

Le sue inchieste hanno segnato la storia della Rai e del giornalismo d’inchiesta: dalla ricostruzione della strage di Falluja, al lavoro sul crack Parmalat con il ritrovamento della pinacoteca di Tanzi, fino alle recenti indagini sul cantiere Vittoria, dove sono state rinvenute due mitragliatrici militari presumibilmente destinate al mercato nero.

Il suo lavoro ha contribuito in modo decisivo alla funzione di controllo democratico che il servizio pubblico deve garantire ai cittadini.
Il valore del suo operato è stato riconosciuto anche attraverso numerosi premi e attestazioni nazionali e internazionali, tra cui il Premio Ilaria Alpi, il Premio Paolo Frajese, il Premio Roberto Morrione, il Premio Luchetta, oltre ai riconoscimenti attribuiti a Report come miglior programma di giornalismo investigativo. Questi premi testimoniano la qualità, la serietà e l’impatto sociale delle sue inchieste.
Le motivazioni avanzate da alcuni esponenti politici, tra cui il Vicepremier Matteo Salvini, appaiono chiaramente orientate a delegittimare un giornalista che, nella vicenda dell’attentato, risulta essere la parte realmente lesa.

Tali motivazioni non hanno alcun fondamento sostanziale e si configurano come azioni di natura vendicativa, prive di qualsiasi legittimità nel contesto del servizio pubblico.
Alla luce di ciò, non chiedo una semplice verifica: chiedo che la Commissione eserciti pienamente il proprio ruolo di garanzia e impedisca qualsiasi tentativo di rimuovere Sigfrido Ranucci dalla guida di Report. La sua permanenza non è una questione di opportunità, ma di tutela della libertà di informazione e del pluralismo democratico.
Un provvedimento di sospensione, se determinato da pressioni politiche, violerebbe:
l’articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di stampa
gli articoli 10 e 11 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, che garantiscono la libertà di espressione e il diritto a ricevere informazioni senza interferenze dei poteri pubblici
l’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che sancisce il diritto di cercare, ricevere e diffondere informazioni
il nuovo Regolamento Europeo EMFA (European Media Freedom Act), che impone agli Stati membri di proteggere l’indipendenza dei media da pressioni politiche
Per questi motivi, chiedo che Sigfrido Ranucci rimanga alla guida di Report e che l’intero team venga tutelato da ogni forma di ingerenza politica. La credibilità del servizio pubblico e la salute della nostra democrazia dipendono anche da questa decisione.
Distinti saluti,

nome e cognome

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